{"id":154,"date":"2012-12-10T10:37:51","date_gmt":"2012-12-10T09:37:51","guid":{"rendered":"http:\/\/kaabo.noblogs.org\/?p=154"},"modified":"2012-12-10T10:43:01","modified_gmt":"2012-12-10T09:43:01","slug":"expo-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kaabo.noblogs.org\/?p=154","title":{"rendered":"EXPO 2015"},"content":{"rendered":"<p><em>Nocivit\u00e0 per il territorio, gentrification ed esclusione sociale, ecologismo di facciata, assenza di ricadute posivite per la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Siamo in un momento storico di decisi e assurdi tagli ai servizi pubblici causati dalla totale speculazione su quelli che dovrebbero essere i fondi pubblici ma che sempre pi\u00f9, altro non sono che finanziamenti per privati al fine di ingigantirne il portafogli . E\u2019 proprio in questo contesto che il grande cavallo di battaglia in risposta alla crisi si fa avanti, la costruzione delle grandi opere.\u00a0 Particolare sgomento viene trasmesso dalla nuova grande speculazione che sta avvenendo in regione Lombardia e pi\u00f9 precisamente a Milano, l\u2019expo2015. Come in tutti gli eventi analoghi del passato ne viene associata una aspettativa di crescita per l\u2019intera regione tramite la costruzioni di opere, promosse e finanziate da istituzioni pubbliche, in grado di muovere l\u2019economia ; un grande evento che possa creare un nuovo immaginario fatto di prospettive e sogni. Altro non sar\u00e0 invece che un\u2019altra speculazione capitanata da governo, Regione Lombardia e Comune di Milano passando per i soliti devastatori del territorio con i quali vanno tanto a braccetto.\u00a0 Le ditte costruttrici sono ben note per il loro lavoro di distruzione:\u00a0 CMC, cooperativa muratori cementisti,\u00a0 purtroppo gi\u00e0 \u201cfamosa\u201d per altre opere come TAV, base militare Dal Molin, ponte di Messina; Impregilo Group S.P.A., societ\u00e0 condannata per danni ambientali per la TAV e accusata di sfruttamento di lavoratori e collusioni mafiose; Italcementi group e Calcestruzzi s.p.a., entrambe invischiate nella costruzione del ponte sullo stretto e segnate da rapporti con la mafia. Entrando nello specifico fa molto pensare e discutere il tema stesso di questo expo2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita. Il tema centrare sar\u00e0 quello del diritto a un cibo sano e sufficiente per tutti gli esseri umani. Tutto filerebbe liscio se non fosse che questo tema \u00e8 una contraddizione palese e clamorosa con le caratteristiche dell\u2019 expo; vediamo infatti questo modello eco-sostenibile fatto di un immaginario verde inconciliabile con le multinazionali, le aziende e i partners che andranno a colonizzare i padiglioni apportando a questo evento pratiche di innovazione di capitale e tecnologica (OGM-biotech), di ricerca privata e produzione industriale degli alimenti, colpevoli di devastazione e saccheggio dell\u2019 ambiente e diritti umani, settori nei quali questi enti sono tanto specializzati. Verranno cos\u00ec insabbiate ancor pi\u00f9 le esperienze di agricoltura dal basso e di orti comunitari legati\u00a0 ad un idea del \u00a0vivere la terra in maniera collettiva e come aggregazione sociale al fine di una autosufficienza alimentare. Altra lampante contraddizione di questo tema \u00e8 la costruzione di\u00a0 tutte le infrastrutture che andranno a formare e collegare l\u2019expo che porter\u00e0 alla cementificazione di milioni di metri quadrati di aree agricole ora destinate a produzione alimentare a filiera corta. Il tutto ha davvero dell\u2019incredibile se si pensa che questo sconvolgimento urbano di un quartiere\u00a0 porter\u00e0 a <a href=\"http:\/\/http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gentrificazione\">gentrification<\/a> e ad altissime\u00a0 problematiche sociali e che avr\u00e0 utilit\u00e0 per i 6 mesi di durata dell\u2019evento, parte delle infrastrutture saranno infatti demolite e altre abbandonate a testimonianza di una crescita esponenziale di cemento nonch\u00e9 di edifici inutilizzati. L\u2019 expo non porter\u00e0 sconvolgimenti solo nel sito specifico in cui nascer\u00e0 bens\u00ec andr\u00e0 a toccare anche zone limitrofe con la nascita di una nuova linea metropolitana ( costo 1,7 miliardi di euro) , con la costruzione di una nuova tangenziale e con l\u2019 intensificazione delle tratte ad alta velocit\u00e0 da e per Milano. Per non parlare della costruzione del\u00a0 canale di 22 km che alla modica cifra di 200 milioni di euro riuscir\u00e0 a spezzare la zona verde dei Navigli creando problemi alla viabilit\u00e0 in citt\u00e0, dissesto idro-geologico e ulteriore diminuzione di terreno agricolo vista la struttura di cemento con cui verr\u00e0 costruito questo canale. La ciliegina sulla torta \u00e8 chiaramente il costo del\u00a0 progetto, 3 miliardi di euro solo per le opere infrastrutturali e per l\u2019organizzazione e gestione dell\u2019evento tralasciando quindi tutte le spese correlate. E\u2019 anche la storia degli expo passati che ce ne mostra la dannosit\u00e0: Siviglia \u201992, Lisbona \u201998, Saragozza \u201908 sono infatti state occasioni per le citt\u00e0 ospitanti di ottenere esclusivamente bilanci estremamente in rosso e mostri di cemento abbandonati. Esiste, infine , la possibilit\u00e0 di rinunciare a Expo2015 attraverso il pagamento di una penale entro aprile 2013 di 51 milioni di euro, somma pari all\u2019 1% di tutti i costi preventivati per l\u2019evento. Solo con la presa di coscienza e la lotta di tutti noi le follie capitaliste come EXPO e TAV potranno essere demolite per un mondo che si ossigeni di rapporti sociali e di rispetto per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nocivit\u00e0 per il territorio, gentrification ed esclusione sociale, ecologismo di facciata, assenza di ricadute posivite per la citt\u00e0. 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